La Chiesa di San Giorgio

La chiesetta campestre di S. Giorgio 
Nel 1500 il villaggio di Sarroch era completamente disabitato a causa delle continue incursioni barbaresche. Durante  queste incursioni venivano rapite donne, ma anche fanciulli e uomini validi per essere venduti poi nel mercato degli schiavi. Vecchi e malati  venivano uccisi senza pietà e tutto ciò che costituiva fonte di ricchezza veniva depredato.
Intorno al 1600 Sarroch si ripopolò di contadini e pastori provenienti da Gerrei, che erano particolarmente devoti a San Giorgio. Per sua intercessione, venne vinta una battaglia contro i Saraceni e così venne edificata una chiesa. Intorno a questa chiesetta cominciarono a sorgere delle modeste abitazioni in mattoni crudi. Il nuovo villaggio prese il nome di San Giorgio, ma era meglio noto come Barracas de Susu, in contrapposizione a quello di Barracas de basciu o di Santa Vittoria, che era stato abbandonato proprio per le incursioni barbaresche che giungevano dal mare.
Nel 1856, il nobile  don Giovanni Lilliu vi fece erigere un  fonte battesimale nella cui base vi era una incisione con la data di costruzione

Nel "Dizionario Storico Sardo" (1833-1856) Casalis e Angius scrivono che la chiesetta  era sufficiente a contenere la popolazione, aveva una capienza di cinquanta posti, ma era in uno stato di rovina.

L chiesetta era molto semplice, come tutte le chiesette campestri. La sua struttura essenziale si componeva di un grande ambiente, con la sacrestia sulla sinistra. Nella parte posteriore c‘era probabilmente l’aria cimiteriale del luogo di culto.
Intorno al 1835 la chiesetta cessò la sua condizione di prebenda canonicale per fruire completamente del beneficio ecclesiastico diventando rettoria.  L’Angius annota che nonostante questo, la chiesetta rimase in uno stato di degrado.

Nella visita pastorale del 1907, l’Arcivescovo Pietro Balestra lamentava l’abbandono in cui versava la Parrocchia da molti anni ed esortava il Parroco a proseguire la sua missione per il miglioramento delle condizioni morali e religiose della popolazione.

La chiesa fu parzialmente restaurata nel 1911, e il 16 novembre 1913 fu benedetta una campana collocata sul campaniletto a vela.
La chiesetta campestre di S. Giorgio
Nel decennio successivo le condizioni della chiesetta peggiorarono e l’Arcivescovo Ernesto Maria Piovella, invitava il Parroco, Rev. Giv. Battista Secchi, affinché provvedesse con una colletta alle necessarie riparazioni.
Nel 1940 ancora l’Arcivescovo Piovella in occasione della visita Pastorale scriveva:
L’antica chiesa di S.Giorgio attende la riparazione. Il Rev. Parroco ( M. Giovanni Tronci) ne interessi l’Autorità municipale e raccolga offerte per sistemarla come bene si merita”.
Purtroppo il decadimento della Chiesetta è continuato proprio a causa dell’abbandono in cui è stata lasciata.
I lavori di restauro conservativo, auspicati dal Vescovo nel 1946, sono avvenuti nel 2007 quando la chiesetta è stata individuata come bene paesaggistico storico culturale.
Ora si attende la sistemazione dello spazio antistante la chiesetta campestre.
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