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Le conseguenze di un rapporto insostenibile con la Terra

I vescovi evidenziano che l’emergenza sanitaria ha messo in luce “un sistema socio-economico segnato dall’inequità e dallo scarto, in cui troppo facilmente i più fragili si trovano più indifesi”, ma anche “una capacità di reazione forte della popolazione, una disponibilità a collaborare”. E ora invitano a guardare “al nostro rapporto con l’ambiente”, a tenere conto del fatto che ” ‘tutto è connesso’ (LS 138) e la pandemia è anche il segnale di un ‘mondo malato’, come segnalava papa Francesco nella preghiera dello scorso 27 marzo”, “come la conseguenza di un rapporto insostenibile con la Terra”. Per i presuli “l’inquinamento diffuso, le perturbazioni di tanti ecosistemi e gli inediti rapporti tra specie che esse generano possono aver favorito il sorgere della pandemia o ne hanno acutizzato le conseguenze” e dunque invitano ad affrontare la crisi ambientale. “Troppo spesso abbiamo pensato di essere padroni e abbiamo rovinato, distrutto, inquinato, quell’armonia di viventi in cui siamo inseriti, sostengono.  Si tratta di quell’ “eccesso antropologico di cui parla Francesco nella Laudato si”.

 

Occorre recepire gli insegnamenti della Laudato si’

Per una svolta radicale i presuli esortano ad uno “sguardo contemplativo”, ad una “coscienza attenta, e non superficiale, della complessità in cui siamo” per “una nuova consapevolezza di noi stessi, del mondo e della vita sociale”. Da qui la necessità di stili di vita rinnovati, sia nelle relazioni, che nel rapporto con l’ambiente.

 

 

I vescovi offrono alcune indicazioni per iniziative pastorali in tal senso: comunicare la bellezza del creato; denunciare le contraddizioni al disegno di Dio sulla creazione; educare al discernimento, imparando a leggere i segni della natura; dare una svolta agli atteggiamenti e alle abitudini non conformi all’ecosistema; scegliere di costruire una casa comune, frutto di un cuore riconciliato; mettere in rete le scelte locali, cioè far conoscere le buone pratiche di proposte eco-sostenibili e promuovere progetti sul territorio; promuovere liturgie ecumeniche in particolare per il “Tempo del Creato” (1 settembre – 4 ottobre); elaborare una strategia educativa integrale, che abbia anche dei risvolti politici e sociali; operare in sinergia con quanti nella società civile si impegnano nello stesso spirito; promuovere scelte radicali per la salvaguardia dell’ambiente.

 

 
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