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Tu lo dici: io sono re

L'anno liturgico si conclude con la celebrazione della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo che, risorto da morte e asceso al cielo.

 Ma in che cosa consiste la “regalità” di Cristo Signore?


L'evangelista Giovanni ci parla di un uomo debolissimo, spogliato di tutto, povero, la cui vita dipende interamente da altri. Come si può pensare che un uomo in quelle condizioni potesse essere re? Non ha un aspetto di potenza. Nella società di oggi quello che conta è ciò che appare, come possiamo, quindi, credere ad un uomo che esteriormente mostra il contrario? Noi cerchiamo i potenti, le persone che contano, spesso li corteggiamo, li aduliamo perché pensiamo che possano aiutarci, proteggerci, farci fare carriera.

 

La regalità di Cristo non è il potere del comando tanto è vero che quando Gesù risponde a Pilato dicendo: «Il mio regno non è di questo mondo» è come se volesse dire: “Io rifiuto il potere, come lo intendete voi uomini; io condanno il potere, come lo cercate voi uomini. Io sconfiggo il potere, consegnandomi come uno schiavo. Sì, sconfiggo il potere! Però sia ben chiaro: Io sono re! Il re dell'Amore; il re della Misericordia; il re del Servizio. Questa è la vera regalità.  

 

La potenza di Cristo, dunque, è quella dell'Amore, del Servizio e della Misericordia. Per questo lui è il più forte di tutti i forti e i potenti della terra; per questo è re dell'universo e il suo regno non sarà mai distrutto.

 

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