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Ci trattarono con gentilezza

Il titolo della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani per questo 2020 è davvero geniale.

Dal 18 al 25 tutte le chiese dei cristiani si uniscono nel dare voce alla preghiera di Gesù che affida al Padre i suoi discepoli perché “siano una sola cosa”. 

 

“Ci trattarono con gentilezza” è il commento dell’autore del libro degli Atti al seguito di Paolo, quando, a causa di un naufragio sono ospitati e accolti dagli abitanti dell’isola di Malta.

È l’istantanea di un avvenimento così lontano nel tempo ma anche così attuale e reale.

 

Il racconto è drammatico e commovente: Paolo è prigioniero sulla nave che ha come destinazione Roma. Lì dovrà essere processato. È inverno: il mare mosso dai venti gelidi spezza la navigazione e poi anche la nave. Prima l’angoscia genera mancanza di speranza, poi la paura fa sbocciare divisioni tra i marinai e i soldati in merito alla sorte dei prigionieri. Inaspettatamente Paolo si alza e con la sua fede nella Provvidenza invita tutti a non disperare: “Nessuno di voi perderà neppure un capello” (Atti 27, 34). La nave viene distrutta sugli scogli dell’isola. Le 276 persone della nave raggiungono tutte incolumi la riva. Non sono più alla mercé di forze indifferenti, ma vengono abbracciate dall’amore e dalla provvidenza di Dio, resi concreti da queste persone che li trattano “con gentilezza” (Atti 28, 2). Infreddoliti e bagnati, possono ora scaldarsi e asciugarsi attorno al fuoco, ricevere ristoro, ed essere tenuti al riparo finché non possano riprendere il viaggio con sicurezza.

 

Oggi molte persone affrontano gli stessi pericoli nello stesso mare. I medesimi luoghi citati nelle Scritture (Atti 21, 1; 28, 1) caratterizzano le storie dei migranti di oggi. In varie parti del mondo, molte persone affrontano viaggi altrettanto pericolosi, per terra e per mare, per scampare a disastri naturali, guerre e povertà. Anche le loro vite sono in balìa di forze immense e altamente indifferenti, non solo naturali, ma anche politiche, economiche e umane.  Questo racconto ci interpella come cristiani. L’ospitalità è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra cristiani.  Ora è il tempo dell’unità in Gesù.

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