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MESSAGGIO DEL PARROCO IN OCCASIONE DELLA III DOMENICA DI QUARESIMA (15.03.2020)

Un saluto fraterno a tutti voi cari parrocchiani!
 
In occasione della III domenica di Quaresima (giorno del Signore), mi rivolgo a tutti voi alla luce della Parola di questa domenica e in considerazione di quanto sta avvenendo al presente nelle nostre Comunità.. Ci troviamo in un momento storico in cui come società e come singoli sperimentiamo tutti una "profonda ferita" per effetto del diffondersi dell'epidemia del coronavirus.
 
Questa "profonda ferita" si fa sentire soprattutto a livello delle relazioni sociali che non possono più essere al momento quelle che erano fino a poco tempo fa.. La comunità parrocchiale di Sarroch oltre alle misure adottate su tutto il territorio nazionale come la sospensione del catechismo e delle messe sia feriali che festive, ha visto in particolare anche la sospensione di importanti eventi programmati per il mese di marzo quali l'incontro interforaniale dei giovani, il ritiro dei cresimandi e delle loro famiglie, le prime confessioni dei bambini di terza, le sante Quarantore, la celebrazione dei battesimi.
 
In questa "notte" che attualmente sta avvolgendo le nostre Comunità non manca però la "luce" della Parola di Dio che in questa III domenica di Quaresima ci presenta una pagina di Vangelo tratta dal cap. 4 dell'evangelista Giovanni. La scena che ci viene narrata si svolge nell'antica Samaria, principalmente intorno a un pozzo noto come il pozzo di Sicar (o di Giacobbe), dove Gesù si ferma "affaticato per il viaggio" (Gv 4,6), mentre "i suoi discepoli erano andati in città a fare provviste di cibi." (4,8) È in quell'ora insolita, quando il sole picchia forte sulla testa ("era circa mezzogiorno," annota l'evangelista), che una donna si avvicina al pozzo con una brocca per attingere acqua.. Questa donna era una Samaritana, appartenente cioè a un popolo non in linea con la religione "ufficiale" d'Israele di cui il tempio di Gerusalemme era allora l'emblema. A partire dalla sete e dell'acqua temi che ricorrono anche nella prima lettura di questa domenica (Es 17,3-7), Gesù intreccia con lei un dialogo, da cui emergerà poco per volta, la "verità" di questa donna dalla condotta moralmente non ineccepibile (vedi l'allusione ai suoi 5 mariti), ma soprattutto la "verità" del suo curioso interlocutore che gradualmente la samaritana sarà chiamata a riconoscere: si tratta di un giudeo qualunque con il quale non si possono intrattenere relazioni per motivi religiosi o forse di qualcuno più grande del patriarca Giacobbe che diede il pozzo? (v. 12) Si tratta di un profeta (v. 19), oppure del Messia, chiamato Cristo? (v. 25) La risposta la troviamo al v. 42 con la dichiarazione di fede dei compaesani della donna: "questi è veramente il Salvatore del mondo!" Quello che impressiona di questo racconto è che la brocca con cui la donna è arrivata è rimasta lì, nei dintorni del pozzo ed è rimasta vuota.. Ciò significa che quell'acqua non era quello che lei stava veramente cercando e di cui aveva realmente bisogno. Ed è proprio quello che è corsa ad annunciare a tutti: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?" (v. 29) In altre parole: ho trovato quello che da sempre stavo cercando, l'acqua viva, l'acqua che disseta per sempre.. San Paolo lo dirà chiaramente scrivendo ai Romani (Rm 5,1-2.5-8, seconda lettura di oggi): quest'acqua è in realtà l'amore di Dio che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato nel battesimo.
 
L'umanità ha bisogno ancor oggi di quest'acqua viva e anche di qualcuno che, come la samaritana del Vangelo, l'abbia trovata. Come già detto il momento storico che stiamo vivendo è difficile e delicato a causa dell'epidemia in corso ma l'invito per tutti a "rimanere in casa" per fronteggiare l'epidemia non ci impedisce di abbeverarci di quest'acqua viva.
Lasciamo che la Parola di Dio entri nelle nostre case e nei nostri cuori, riscopriamo il valore della preghiera in famiglia in particolare del santo Rosario, tante persone che sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus hanno bisogno di sapere che c'è un popolo che sostiene i loro sforzi e le loro fatiche anche attraverso la preghiera oltreché al necessario rispetto delle norme emanate dalle autorità competenti: operatori sanitari, istituzioni, malati, volontari, operatori caritas, sacerdoti, religiosi e quanti insomma ogni giorno fronteggiano in prima linea questa epidemia.
 
Un pensiero per concludere va anche a chi a Sarroch non è più tra noi e alle loro famiglie: Marcello Noccioli e Massa Virgilio che rispettivamente all'età di 85 e 99 anni il Signore ha chiamato a sé.
 
Colgo anche l'occasione per ricordare che domani Mons. Baturi Arcivescovo di Cagliari, raccogliendo la richiesta proveniente dal santo popolo di Dio chiede a tutti i fedeli della Diocesi, di offrire una giornata di preghiera e di digiuno per la presente necessità in cui tutti ci troviamo. Durante questa giornata lo stesso Arcivescovo, presso la chiesa di sant'Efisio a Cagliari, rivolgerà a nome di tutti un "Atto di affidamento" a favore della comunità diocesana e dell'intero paese.
 
Giovedì 19 marzo inoltre, Solennità di San Giuseppe, la Chiesa che è in Italia invita alle h 21 ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario con i Misteri della Luce, simbolicamente uniti alla stessa ora. Propone anche di esporre alle finestre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.
 
Un caro saluto a tutti in particolare ai malati della nostra comunità che sento spiritualmente vicini nella preghiera. Vi affido tutti a N. S. di Bonaria patrona massima della Sardegna e vi benedico.
Sarroch, 15.03.2020
Sac. Stefano Macis Parroco di S. Vittoria
 
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